• daniele ursini

lamiapandemia

Aggiornamento: 17 giu 2020

diario di coronavairus



21 febbraio 2020 - day -1


Ore 8.00 del mattino, venerdì.

Mentre esco dalle viscere dei box di casa parte il giornale orario di Virgin Radio che annuncia il primo caso di contagio da COVID - 19 in Italia, a Codogno (Lodi).

Un uomo di 38 anni ha contratto l'odioso virus, fino a quel momento cinese, incontrando un amico proveniente dalle terre di conquista di Marco Polo.


Siamo quindi esclusivisti dell'importazione del prestigioso marchio "Made in Wuhan" anche se qualche tempo dopo scopriremo che i tedeschi sono stati più veloci di noi.

La notizia mi suona un po' come l'ennesimo "al lupo al lupo" e la tentazione mi coprirsi gli occhi "alla Fontana" è molto forte.

Insomma, ogni inverno ce n'è una, la SARS, l'AVIARIA, la SUINA e ora questa che arriva dai pipistrelli.


La giornata prevede una sciata (la seconda della settimana e della stagione) a Bormio in compagnia.

La cara amica pare condividere, una volta salita in auto, la mia blanda preoccupazione ma certo è che il pensiero si insinua in quel preciso momento per poi non lasciarci più.


Una volta giunti nella "Magnifica Terra" ed in particolare sulle piste innevate ci confrontiamo subito con il notevole affollamento del periodo carnevalesco, con notevoli assembramenti agli impianti ed in particolare alla partenza della funivia che porta al 3.000.

Ridiamo e scherziamo sulla folla di giargianesi venuti a contagiarci, sulla tosse e lo starnuto ma è evidente che anche il solo fatto di parlarne è già significativo di suo.


Trascorriamo la giornata in compagnia di un forte vento in quota e di temperature ancora troppo invernali ma tra una discesa, una risalita, un te caldo, una birra, un panino e un aperitivo finale la giornata scorre piacevole ed è già ora di tornare a casina.


Ci lasciamo con il più classico dei "alla prossima" senza minimamente sospettare che quella sarebbe stata l'ultima sciata della stagione e forse dell'anno.

Ma quello non sarebbe stato certo il primo dei problemi e ciò che avvenne in seguito resterà per sempre nella nostra memoria.


Foto: Corriere della Sera di venerdì 21 febbraio 2020 e il logo che ho creato de "la mia pandemia" liberamente ispirato all'Amaro Medicinale Giuliani.

Chissà come mai...


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